Un kilo di tapioca. No, grazie!

IMG_5851Achille domani compie cinque mesi. Tra un mese e un giorno, quindi, dovremmo iniziare con pappine, omogeneizzati, liofilizzati, creme di riso e tapioca. Ma non sarà così.

Tra più o meno un mese per noi inizierà una nuova avventura, fatta di tanti cibi da sperimentare e assaggiare. Carote, cavolfiori, pollo, pasta, banane…un viaggio per entrambi alla scoperta di un mondo intero da esplorare, che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo.

Ho scelto per Achille l’alimentazione complementare a richiesta. Così si chiama in Italia. Uno svezzamento non molto diffuso, ma con solide basi scientifiche e una storia lunghissima alle spalle. L’ho scoperto a Barcelona, con il nome di Baby Led Weaning, quando ancora Achille stava in pancia. E da subito me ne sono innamorata.

Nei mesi in cui ho vissuto in Spagna ho partecipato a incontri e laboratori, ho assistito a conferenze di Carlos Gonzales e a poco a poco ho deciso che sì, il Baby Led Weaning fa per noi e che ci avrei provato. Il BLW si potrebbe riassumere in “niente pappine, ma cibi solidi”, anche se in effetti credo sia molto, molto di più. Non vedo l’ora di scoprirlo! E visto che, come tutti i viaggi, sarà esaltante, ma anche faticoso a volte, ho deciso di condividere questa esperienza in un blog.

Non è stato facile prendere questa decisione. Raccontare la mia maternità, in tutte le sue forme, è davvero mettermi a nudo, perché tocca corde intime e molto sensibili. Ma credo che sia un’esperienza da fare.

Ne ho avuto la conferma proprio ieri, chiacchierando con una mia compagna di università che ha un bimbo di 18 mesi. Parlare con lei, confrontarmi e ritrovarmi in tanti modi di affrontare la maternità, mi ha rasserenata e soprattutto mi ha dato la conferma, ancora una volta, che condividere pensieri, conquiste, percorsi e difficoltà rende tutto più affascinante e semplice.

E allora, eccomi qui. Si comincia. Con un post. Con tanta voglia di sperimentare e di raccontarmi. Anzi, di raccontarci. Perché in questo blog ci sarò io, ma soprattutto ci sarà Achille e ci saranno tanti momenti da vivere insieme.

Ah, un’ultima cosa. Voi ordinereste mai in un ristorante una pappina di tapioca? Io no. E credo nemmeno Achille.

Questa voce è stata pubblicata il 2 maggio 2015 alle 19:19. È archiviata in latte latte latte con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

32 pensieri su “Un kilo di tapioca. No, grazie!

  1. io con Pietro farò una via di mezzo tra le due perché per vari motivi inizieremo lo svezzamento a 4 mesi e mezzo.
    anche se ho un po’ l’ansia della possibilità di soffocamento con i cibi solidi…

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    • Diletta, grazie per il tuo commento…il primo nel mio blog 😃 anche io a breve voglio fare un corso di disostruzione. Quando ne trovo uno su Milano lo segnalo qui, così magari andiamo insieme!

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      • Francesca in ha detto:

        Ce ne sono vari. Io seguo un gruppo su fb che si chiama “intensamente coccolati” è del reparto di terapia intensiva del san raffaele che ha seguito Sofia i primi giorni.. Loro ne organizzano li in ospedale in base alle presenze..! Se no ce ne sono molti in giro per milano e dintorni (di solito sempre a pagamento,io ne ho fatto uno costo 15€ che si svolgeva in una scuola qui vicino a casa mia)

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      • mi piacerebbe, io però abito a Parma ora. Teniamoci comunque informate ❤

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      • Assolutamente si!

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  2. Francesca in ha detto:

    Eh si ci vuole molto coraggio e determinazione..sofia all’inzio era proprio ingorda e non aveva minimamente lo stimolo di “masticare” ma ingoiava tutto il cucchiaio intero senza troppi pensieri..ho iniziato a farle assaggiare qualcosa di più “solido” (pezzetti di prosciutto) quando ha cominciato a provare interesse per il cibo e non ad usarlo solo come veicolo per stoppare la fame..a 8 mesi ha mangiato il suo primo prosciutto cotto non frullato e ora lo prende da sola con le manine,mangia le stelline al sugo e filetto frullato con la verdura..ma non disdegna una sana pappetta vecchio stampo (crema al farro con passato di verdure olio parmigiano e omo di galletto fatto in casa)
    Io credo che sarà achille a farti capire chiarisssssimamente cosa preferirà 🙂
    Buona avventura eli 😘

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    • Grazie Francesca! Si credo proprio che sarà così! Gli propongo una strada che mi pare interessante e poi scopriremo insieme cosa fa per noi! E poi anche noi adulti amiamo passati di verdura e zuppe, no? Quindi c’è posto per tutto!

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  3. Francesca in ha detto:

    Secondo me le parole chiave sono proporre e variare in qualsiasi formato (liquido solido tritato)
    Per fortuna ogni bimbo è una personcina a sé come tutti noi 😊

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  4. Letizia in ha detto:

    Ciao a tutte. Io inizierò con Sofia con cibi liquidi, tipo brodo più crema di riso, per passare con i cibi più solidi , cotti e spezzettati.
    Strada facendo cmq capiremo cosa preferisce.buona avventura a tutte:)

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    • Grazie Letizia! Ognuno il suo percorso 🙂 io continuerò a scrivere per condividere le nostre esperienze! Penso possa essere utile a me e a tutte le mamme 🙂

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  5. ma ha a che fare con l’autosvezzamento

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  6. Chiara in ha detto:

    Ciao Ely! Che bello questo blog! condividere è importante! Io nn conosco questo tipo di svezzamento dove posso trovare info su questo metodo?Non vedo l’ora di iniziare xche con il latte ho avuto un sacco di problemi…..purtroppo ho dovuto darle il latte artificiale xche ne avevo poco😔!

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    • Ciao Chiara!contentissima che il blog ti piaccia! Un libro utilissimo è ‘mio figlio non mi mangia’ di Gonzales.molto pratico e lui è un pediatra di grande esperienza!io l’ho ascoltato in un incontro a Barcelona e infonde tanta sicurezza!a presto sul blog allora 😉

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  7. sarah in ha detto:

    Ciao Eli, che bel blog interessante! Alessandro ha compiuto ieri 7 mesi e ormai da un mesetto gli faccio assaggiare quello che mangiamo noi…
    A tavola ci guarda con lo sguardo rapito da forchette, piatti e bicchieri e quando gli avvicino un cucchiaino di risotto o un pezzetto di rana pescatrice apre la bocca e si sporge in avanti… è uno spettacolo!

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    • Wow! Che bella immagine! Ecco, non vedo l’ora di iniziare! Anche Achille inizia a dimostrare interesse per il cibo, ma per ora è troppo presto…quindi aspettiamo! A presto qui sul blog!

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  8. Anna in ha detto:

    Riporto quanto scritto stamattina ad Eli è solo ora riesco a ricopiare, scusate il ritardo. Eli scusa se ti contraddico, ma in Italia ormai quasi nessun pediatra fa fare lo svezzamento con pappine già pronte. L’uso della crema di riso e della tapioca è esclusa per evitare che mangi subito glutine, meglio la tapioca della farina bianca che viene trattata chimicamente e può creare l’insorgere della celiachia. Inoltre le verdure, la frutta, la carne o pesce sono alimenti che vengono tutti inseriti freschi, ovviamente frullati, poco alla volta, per evitare l’insorgere di allergie/intolleranze o se insorgono almeno si sa a cosa corrisponde la reazione allergica. Per altro i liofilizzati non sono altro che carne fresca disidratata e i produttori usano carne più controllata e meno piena di ormoni di quella che si trova in macelleria. Io ci andrei un po’ con i piedi di piombo sullo svezzamento. Ovviamente niente pappe pronte, cerca gli omogenizzati di frutta senza zucchero e evita quelli di carne. Per il resto seguirei le indicazioni della pediatra perché a fare di testa propria poi ci si ritrova a non capirci più niente se si ha un problema.

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  9. Anna in ha detto:

    Poi qualcuno mi ha fatto presente se questo tipo di svezzamento é superato e fa molto l’autosvezzamento inserendo qualsiasi cibo a qualsiasi età (tipo spaghetti allo scoglio e fragole a 6 mesi) e io ho risposto così.
    Ovvio, certo, va anche molto a fortuna. A miei due figli ho dato tutto, si certo non con i tempi di svezzamento che mi avevano proprosto ma sono stata molto cauta perché il bambino cresce e con lui l’intestino e di conseguenza gli enzimi che servono per digerire ed assimilare il cibo. Il rischio è che sovraccarichino il fegato e il pancreas, non c’è mica bisogno di una reazione allergica o intelleranza per capire che un alimento fa male. Magari io ragiono “vecchio”, anche se i miei figli hanno solo 3 e 6 anni, ma che l’intestino dei bambini non sia pronto a mangiare tutto subito è cosa nota e non credo che su questo punto sia cambiato qualcosa. Poi sono sempre pronta a essere contraddetta e ad imparare cose nuove.

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  10. Anna in ha detto:

    Poi ovviamente ognuno libero di fare e pensarla come vuole, essendo questo un post un po’ provocatorio mi sembrava giusto dire anche la mia e la mia esperienza.

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    • Grazie Anna!quanti commenti 🙂 troppo felice perché il blog inizia a generare discussioni e confronti! Rispetto a quanto dici tu mi ritrovo nel dare al piccolo prodotti di qualità e inserirli poco alla volta. Anche con Achille farò così, almeno all’inizio. La differenza è che introdurrò cibi solidi e non pappette! E questa è una delle differenze tra svezzamento classico e BLW 🙂

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  11. Francesca Granata in ha detto:

    Ciao Eli,
    Io con la mia piccola che ora ha quasi 3 anni ho fatto esattamente cosi’e ora mangia di tutto e di piu’. Pensa che online avevo comprato tutto per lo svezzamento tradizionale (tutto della plasmon)…e lei mi ha quasi tirato in faccia la prima pappa. Aveva ragione lei…io l’ho assaggiata ed era terribile.
    In bocca al lupo and keep up posted please
    Francesca

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    • Ciao Francesca, che bella testimonianza! Allora mi aiuterai in questo percorso con la tua esperienza! A presto eli

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    • Anna in ha detto:

      Scusa Francesca, ma lo svezzamento tradizionale non prevede nessuna roba plasmon o di altre marche. Lo svezzamento tradizionale prevede verdure (inizialmente carote, patate, zucchine) bollite, poi si aggiungono altre verdure, poi la carne sempre cotta con le verdure, poi i formaggi.. Con i brodi ci si cuociono le pastine o le varie creme. La frutta prima si da bollita perché si digerisce megluo e poi grattugiata. Questo è lo svezzamento tradizione che i pediatri italiani suggeriscono. O per lo meno quelli che conosco io e quelli delle mamme che conosco io. Poi magari ci sono anche le capre che suggeriscono lo svezzamento con queste pappetta ma sarebbero da radiare. L’unica cosa che magari suggeriscono sono i liofilizzati che sono senza acqua e di più facile assimilazione per l’intestino del bambino ancora non abituato a digerire cose solite.

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      • Francesca Granata in ha detto:

        Carissima Anna, io rispetto totalmente il tuo punto di vista ma mi sembra che tu sia un po’polemica nei confronti di chi non la pensa come te. Vivo a Londra e qui da quando i bimbi hanno quattro cinque mesi la frutta la iniziano a dare, non bollita, ma fresca. Chi l’ha detto che bollita si digerisce meglio?io non le ho mai voluto dare un liofilizzato che sia uno, ma le facevo io le polpettine con la carne del macellaio. Ho letto il libro Io mi svezzo da solo di piermarini e ho trovato le sue linee guida molto illuminanti. Questa idea che il bambino fatichi a digerire non la condivido. Cosi’ho fatto ocn mia figlia. Le ho datto quello che mi chiedeva fin da subito, e mangiamo da allora le stesse cose. E’sana ha un peso giusto e sono contenta di aver fatto cosi’. Poi se altra mamme vogliono fare diversamente ben per loro. Io mi sarei molto stressata a farlo in maniera tradizionale. L’ho trovato un metodo molto libero e funzionale e lo rifarei mille volte.

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      • Anna in ha detto:

        Cara Francesca, mi spiace che tu legga le mie riflessioni come polemiche. Ma ti posso assicurare che non lo sono. Cerco di capire. Hai citato come svezzamento tradizionale l’uso della pappetta plasmon. Io ho puntualizzato che questo, in Italia, non è considerato lo svezzamento tradizionale. Forse non hai letto con attenzione cosa ho scritto ma io non sono molto distante a pensarla come te. Verdure fresche, carne fresca e frutta fresca sono le cose migliori, le stesse che ho dato ai miei figli. Credo che abbiano mangiato si e no un omogenizzato di frutta in vita loro. E entro l’anno entrambi mangiavano “solido”. Non ti convince molto il discorso che i bambini non digeriscono tutto? Beh, su questo invece ho da ridire. Non lo dico io, ma la medicina, la chimica, la scienza, chiamala come vuoi. Non sono teorie campate per aria. L’intestino dei bambini e l’apparato digerente non sono pronti. Se così fosse non si alimenterebbe il neonato con il latte. E per lo stesso motivo a 6/7 mesi l’intestino non può essere pronto ne a ricevere tutti i cibi senza distinzione, ne passare da un cibo liquido a pezzi solidi di cibo. Più che altro gli mancano gli enzimi per digerire. E anche se fosse che il bambino non manifesti sintomi quali mal di pancia o diarrea, bisogna stare attenti a non caricare fegato, reni e pancreas. La frutta bollita è più digeribile anche se perde le sue vitamine. È più digeribile perché le fibre con la cottura vengono scomposte e modificano la loro forma. Qualcosa ho letto anch’io ma soprattutto ho parlato con molti medici, forse troppi purtroppo perché il mio secondo figlio ha un po di problemi respiratori. (Di certo non dovuti per lo svezzamento, ce li ha dalla nascita..)
        I liofilizzati, (che brutta parola), fanno schifo di gusto e anche nell’idea ma la aziende che li producono hanno capi di bestiame sicuramente più controllati della carne che troviamo dal macellaio sotto casa. Ma anch’io ne ho fatto poco uso. E di questo ne ho la certezza.
        Francesca, poi questo è un blog, è fatto per confrontarsi e per dire la propria, è facile confondere un pensiero con una polemica ma ti posso assicurare che non lo è. Io poi sono una che vive e lascia vivere, soprattutto se si parla di figli altrui. Detto ciò, ti saluto

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      • Francesca Granata in ha detto:

        Carissima Anna, ti devo le mie scuse. E’vero, non sei stata polemica.
        Io come mamma ho fatto mille errori con la mia piccola e credo di continuare a farne. Mi metto in discussione ogni santo giorno cercando di fare la cosa giusta.
        Se c’e’ una cosa di cui vado fiera e’ l’autosvezzamento, per cui sull’argomento divento particolamente sensibile. Su tutto il testo traballo.
        La mia piccola mangia bene e di tutto ed e’l’unica cosa per cui raramente mi sia messa in discussione
        Per tutto il resto sono un mezzo disastro.
        Un caro saluto

        Francesca

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      • Anna in ha detto:

        Cara Francesca, non ti preoccupare. Sappi che in quanto a disastri sei in buona compagnia. Fare la mamma è una cosa difficilissima e molto pesante. Anch’io mi metto in discussione ogni giorno, su qualsiasi cosa.
        Buona serata

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      • mi inserisco nella vostra conversazione. credo che si possa trovare un grosso punto di incontro se si pensa al BLW come “introduzione di solidi, quando il bambino è pronto per mangiarli, non necessariamente a 6 mesi”. mi spiego meglio: è scientificamente provato che VERSO i sei mesi i bambini possono gestire i solidi, sia in bocca che come digestione. ma NON è per vero per tutti i bambini: alcuni sono già pronti a 5 mesi (ma l’OMS sconsiglia l’inserimenti di alimenti che non siano latte materno o di formula), altri lo sono a 7, magari 8 mesi. inoltre non va dimenticato che nel BLW l’alimento principale è il latte (materno o artificiale), mentre i cibi solidi sono un “complemento” alimentare. a poco a poco il bambino apprende a mangiare solido e il suo intestino fa di conseguenza. gli esperti di BLW sottolineano anche che chi introduce gli alimenti prima del 6 mese (o prima che il bambino dimostri di essere pronto per i solidi) per scelta o per necessità, deve passare per il cibo triturato o pappette. forse le differenze principali tra BLW e svezzamento non risiedono nel solido/liquido, ma nell’uso che il bimbo fa del cibo e nell’aspetto sociale del pasto. e a questo proposito, sto per pubblicare un nuovo post 😉

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  12. Anna in ha detto:

    Eli, in questi giorni stavo riflettendo su questa tua scelta. Ma non riesco a capire una cosa. Quel’è il vantaggio o le qualità di questo svezzamento, perché faccio fatica a capire? C’è qualcosa che mi sfugge. Allora, tu hai detto che gli darai alimenti sani e freschi, quindi tutti bolliti/vapore e che inserirai gli alimenti poco alla volta. Bene, e fin qui mi sembra tutto normale, come suggeriscono la maggior parte dei pediatri italiani con un minimo di testa. Ma non capisco la differenza tra darglieli frullati/schiacciati da solidi. Cioè, qual’e il beneficio di darglieli solidi? Porta dei vantaggi? Sviluppa delle capacità particolari che gli altri non sviluppano mangiando tritato o che sviluppano dopo?
    Grazie

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  13. Ciao, ho letto con molto interesse tutto ciò che hai scritto e devo dire che mi trovi d’accordo praticamente su tutta la linea. Il mio luca adesso ha 19 mesi. Ho iniziato lo svezzamento a circa tre mesi e mezzo con frutta frullata e verdure frullate, liofilizzati mai utilizzati, pochi omogenizzati. Ho lasciato che il mio piccolo assaggiasse tutto, chiaramente con buon senso, tutto quello che voleva assaggiare, variando molto la sua dieta, cucinando la maggior parte dei cibi da me. La sua curiosità soddisfatta nei confronti del cibo e le mie poche paranoie, han fatto si che crescesse sano, senza problemi con i pasti, se non per suoi gusti personali che comunque è giusto che inizi ad avere. Ad oggi mangia praticamente quasi tutto, la sua curiosità è rimasta e sono ben felice di vedergli sgranocchiare finocchio, carote, frutta, crackers senza alcun problema e senza l’ansia che si affoghi che molte mamme hanno anche fino ai tre anni. I nostri cuccioli hanno bisogno di conoscere anche il cibo che mangiano, non dobbiamo solo nutrirli: anche per loro l’alimentazione deve essere un piacere e non c’è cosa più bella che accontentare in maniera sana la loro curiosità!

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  14. Ciao! Grazie per aver condiviso la tua esperienza. noi inizieremo ad introdurre cibi più tardi rispetto a te e Luca. Per questo proverò a limitare frullati e sminuzzati. a meno che una sera non decida di cucinare un ottimo passato di verdura per tutta la famiglia 😉 in questi giorni sono stata a degli incontri su allattamento e alimentazione. insistevano sul fatto che se si fa ACR l’alimentazione dei genitori deve essere sana. credo sia vero, ma credo che sia anche vero che decidere di fare ACR con il proprio bimbo sia un’ottima occasione per rendere ancora più sana l’alimentazione familiare. 😉 e spero anche io che tutto questo possa scatenare la sua curiosità sul cibo, come è successo a te e Luca 😀

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